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STORIA

 
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  L'AUSTRIA
 

Le istituzioni autonome della Slavia vennero soppresse definitivamente con la costituzione del Regno Lombardo Veneto, nel 1814, di cui fece parte la provincia del Friuli.

Ci fu tuttavia un progettò, anzi un decreto imperiale del 3 agosto 1816, che disponeva l'istituzione del nuovo Regno dell' Illiria in cui dovevano essere inclusi il goriziano, il distretto di Gradisca e quello di Cividale con la Slavia. Nonostante il decreto, il progetto non venne mai attuato ed il confine rimase quello del 1814. San Pietro degli Slavi divenne capoluogo dell'omonimo distretto della provincia. A capo del distretto,che rimase ripartito negli otto comuni istituiti dai francesi, venne posto un imperial-regio commissario, con sede a San Pietro. Il commissario presiedeva i consigli comunali ed autorizzava solo le spese proporzionate al patrimonio comunale.


Il periodo della dominazione austriaca non può, come abbiamo detto, essere dipinto tutto di nero. Nel 1839 l'Austria emise una risoluzione sovrana che prevedeva l'abolizione dei terreni comunali, detti comugne (in sloveno kamunje). Nel 1848 la risoluzione venne sanzionata e venne ordinata ai comuni la divisione di quei terreni. Circa i criteri di suddivisione vennero sentite le amministrazioni comunali. Esse formarono i lotti tra il 1848 ed il 1849 e li posero all'asta negli anni successivi.


  L'ITALIA
 

Con la conclusione della terza guerra di indipendenza l'Italia ottenne il Veneto e quindi la provincia del Friuli. Un mese dopo l'occupazione si tenne, fra feste e discorsi, il plebiscito, per suggellare formalmente anche con il voto popolare l'avvenuta unione all' Italia.


A nulla valsero i tentativi dell' Austria di tenere per sé il distretto di San Pietro in cambio di quello di Primiero, in Trentino. Giustificava la proposta con ragioni etniche. L'Italia contrappose ragioni politiche. L'Italia modificò di poco la struttura amministrativa dei comuni, che rimasero gli stessi, con San Pietro confermato al rango di distretto, la cui sede fu però posta a Cividale. Vennero appesantite le pratiche burocratiche amministrative e le procedure giudiziarie. Ciò provocò dure critiche negli scritti di Carlo Podrecca, in quanto non si teneva alcun conto delle situazioni e delle tradizioni locali. Con lo scoppio della prima guerra mondiale cadde il progetto della ferrovia, con relativo traforo, Cividale Santa Lucia d'Isonzo.


Vennero istituite numerose scuole elementari triennali: nel 1898 ne esistevano venticinque, Il ciclo elementare veniva completato a Cividale. Proseguiva comunque l'istruzione parallela delle scuole di catechismo, che i preti continuarono a proporre in sloveno, come del resto le funzioni religiose, In campo culturale un grande passo avanti venne compiuto nel 1878, quando il sindaco di San Pietro Geminiano Cucavaz, sfruttando la titubanza di Cividale, ospitò in un fabbricato di sua proprietà una scuola normale femminile, che poi divenne l’Istituto magistrale: il secondo della provincia.

Contemporaneamente venne fondato il convitto e poi la quarta e quinta classe elementare. Fu un fatto importante perché operò una più ampia diffusione della cultura nel territorio della Slavia ed in particolare nel comune di San Pietro e nel fondovalle Importanti anche gli sviluppi professionali, poiché le maestre diplomate venivano impiegate soprattutto nelle scuole locali.