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A sconvolgere le antiche istituzioni della Schiavonia sopravvennero la rivoluzione francese e le guerre napoleoniche.
Trovandosi in mezzo fra Napoleone e l'Austria, la Repubblica di Venezia scelse la neutralità. Questo non impedì che ancora una volta il territorio veneziano e in primo luogo il Friuli diventassero teatro di guerra.
La Serenissima cadde per sempre. Napoleone portò con le sue armate il programma della rivoluzione in Europa ed in Italia: libertà, fraternità ed uguaglianza. I territori tra l'Isonzo e il Tagliamento sotto l'amministrazione francese, che non ebbe lunga vita, formarono il Dipartimento di Passariano.
Esso era ripartito in quattro distretti, fra cui quello di Cividale, a loro volta divisi in cantoni. Tra questi figurò il Cantone di San Pietro degli Slavi. Il cantone comprendeva nove comuni, ottenuti con l'aggregazione di alcune ville.
Quattro furono i comuni della Contrada di Antro: San Pietro, Savogna, Rodda e Tarcetta; cinque della Contrada di Merso: San Leonardo, Stregna, Grimacco, Drenchia e Luico. Le contrade però rimasero solo un nome. Ogni comune era diretto da un sindaco e da un consiglio.
A San Pietro vennero istituiti gli uffici principali: il delegato governativo, il facente funzioni del commissario di polizia, la commissione cantonale di leva, la giudicatura di pace. l titolari erano tutti persone del luogo. Nel 1813 Napoleone cadde e il Friuli venne di nuovo occupato dagli austriaci e nel 1814 la nuova linea di confine ricalcò più o meno quella veneta.
Essa durò fino al 1866. Passarono sotto Gorizia: Bergogna, Robedischis e Luico.
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