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PREISTORIA

 
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  PREISTORIA delle Alte Valli del Natisone
 

Le buone condizioni ambientali dovute anche alla modesta altitudine, la buona qualità dei terreni, i facili pendii e la presenza di numerosi ripari naturali, favorirono gli insediamenti umani fin dalle epoche remote.

Le tracce umane più antiche nelle Valli del Natisone sono state scoperte proprio nel territorio del comune di San Pietro, presso il Natisone e nella piana circostante. I recenti scavi (1982-1984) eseguiti a Biarzo in una grotta naturale in prossimità del Natisone, vicino al vecchio mulino, hanno portato alla luce manufatti risalenti al paleolitico superiore ed al neolitico.

Gli insediamenti preistorici sono testimoniati in varie località, con una prevalenza assoluta nel territorio del comune di San Pietro. Si tratta in gran parte di reperti dell'età del bronzo (1800-900 a.C.). A San Pietro in varie epoche vennero alla luce asce di bronzo, una falce messoria, un cerchietto di rame e, nei pressi di Vina, vennero dissotterrate sedici tombe ad incinerazione con fibule di bronzo, braccialetti e punte di freccia di selce.

Va menzionata pure la presenza di una pista carovaniera che da Cividale risaliva lungo il Natisone a Caporetto, congiungendosi così alle vie dell'ambra. Esse collegavano con un lungo sistema viario il Mare del Nord con l'Adriatico. Di notevole interesse é la grossa lastra di pietra di Biacis che viene riconosciuta, come unico esemplare della nostra provincia, fra le incisioni rupestri preistoriche dell'arco alpino. Essa presenta disegni incisi di carattere simbolico e propiziatorio con forme antropomorfe, a raggiera, a croce, a tria, ed altre ancora, di non facile interpretazione.
La lastra venne utilizzata nel medioevo, come tavolo per le sedute delle Banche di Antro, Merso e dell’Arengo.

La scoperta più importante fu quella dovuta ad uno scavo del 1908-1909 che portò alla luce una vera e propria necropoli con 67 tombe. Un'ascia fu rinvenuta anche a Vernassino. Un discorso a parte va fatto per i castellieri preromani che vengono datati alla seconda età del bronzo. Uno di questi venne costruito sfruttando il terrazzo naturale del terreno, proprio alla confluenza dell'Erbezzo con il Natisone in località Ponte S.Quirino. Un secondo fu quello di Barda, il colle fra Azzida e San Quirino dove si stanno scoprendo le rovine di insediamenti Romani.